Leggero, eppure così profondo, questo cortometraggio “Sentieri”, realizzato e diretto dal bravo attore modicano Daniele Cannata, con la splendida fotografia di Salvo Gallo e la gioiosa inconsapevole presenza dei piccoli “attori” del “Nido a casa di Paola” e dello staff di insegnanti che li accompagnano.
Il tutto sulle parole, distillata sapienza di vita, dello psicoterapeuta e frate cappuccino Giovanni Salonia, tratte dal suo celebre testo “Sulla felicità e dintorni”.
Trame di luce, sentieri di crescita, sono gli inviti che ascoltiamo, interpretati dalla voce calda di Cannata stesso, intensi suggerimenti che vengono rivolti con pacata energia a quel tu che siamo ognuno di noi, perché impariamo a fermarci e ad ascoltarci dopo ogni esperienza. Trame di luce, ma fiaccole, che dalle immagini di un rudere della campagna siciliana nel tramonto, e da una finestra ancora presente dove l’uomo si affaccia, ci portano via via in un bosco, tra radure illuminate da un sole pieno mattutino. Qui siamo immersi in una luce radente dove tanti bimbi giocano, corrono felici, si abbracciano, si guardano con occhi colmi di stupore: che sia questa la verità di noi stessi?
Quei bambini forse vorremmo essere ancora noi, mentre ascoltiamo come questo possa avvenire attraverso le avvolgenti parole di Salonia, e mentre capiamo che la nostra vera felicità può dipendere soprattutto dal recupero di quel candore originale, sempre possibile per tutti.
Lì, proprio lì, ancora cerchiamo calore per il nostro cuore, attraverso l’autenticità dei nostri pensieri e dei nostri gesti che cercano sempre bellezza ed eleganza nelle relazioni.
Vivendo con gioia in un corpo, quello dei bimbi che osserviamo incantati, ma anche nel nostro quando ci proviamo, che può tornare a respirare a pieni polmoni, dopo aver abbandonato la sfinente lotta di tentare di vincere sull’altro, consapevoli che ogni occasione, anche la più fallimentare, ci fa crescere se sappiamo ascoltarla con umiltà vera.
E come dice l’autore, mentre i bambini danzano e si ricorrono nelle immagini: “non aver paura di farti aiutare, accompagnare: davanti a un altro prendiamo coscienza di parti di noi altrimenti nascoste e insondabili”.
