Siamo arrivati ormai agli sgoccioli anche di questa Maturità 2025, dove, oltre alla rispettabile fatica dei ragazzi che la stanno sostenendo per concludere il corso di studi, portando a termine una fase importante della loro vita, abbiamo assistito ad uno show più o meno mediatico di quello che nei paesi anglofoni viene chiamato “Graduation Day“.
Se lì il rito di passaggio è da sempre segnato da festeggiamenti con tanto di corona d’alloro, abiti super eleganti e varie forme di celebrazione, nella nostra cultura questo era riservato solo al momento della laurea.
In Italia, questa nuovo trend è stato sdoganato appena due anni fa soprattutto grazie a Tik Tok.
Ovviamente non è compito nostro giudicare le mode che cambiano. Però la maturità è diventata una moda o rimane un rito di passaggio per i nostri ragazzi?
E in tutto questo noi genitori dove siamo? Abbiamo saputo essere critici e capire dove la corrente ci stava portando insieme ai nostri figli?
Da più parti in questo periodo, sui social e sulle testate giornalistiche, si sono levate voci autorevoli di pedagogisti, psicologi e anche opinionisti vari che si esprimono su questo nuovo costume a volte anche stroncandolo.
Ad esempio: Beppe Severgnini sul Corriere della Sera del 19/06/25: “A mamme, papà, zie e nonni: statene fuori”.
Mentre lo psichiatra Paolo Crepet, a questo proposito, parla di “marcato infantilismo dei genitori che mette in mostra una notevole fragilità genitoriale“.
In base ad un’indagine di Skuola.net su 500 maturandi 2025, si rileva come ci sia un desiderio anche da parte dei ragazzi di essere celebrati in questo modo, anticipando i tempi rispetto ai festeggiamenti della laurea.
Se tutto questo rientra nella continua spinta alla spettacolarizzazione di ogni momento della nostra vita, denota però anche una grande confusione sia rispetto a che cos’è realmente l’esame di maturità che al fatto che esistono passaggi nella vita che sono della persona stessa che li vive.
Questo sfugge forse ai nostri figli, certo non a tutti!
E, in gran parte, come genitori li abbiamo seguiti, senza capire che questo momento, conclusivo di un ciclo di studi che è stato il loro, nonostante forse alcune ingerenze da parte nostra, totalmente a loro doveva essere lasciato.
Al di là di come sta andando la moda, possiamo farci qualche ultima domanda.
Perché questa partecipazione così avvolgente di noi genitori?
Forse iperportettivi in un loro momento di prova?
Forse semplicemente desiderosi di condividere un altro loro momento?
